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Alimentazione e integrazione
Il ruolo dell’acqua nello sport:
Le forti
sudorazioni che avvengono durante l’attività sportiva di lunga durata,
soprattutto se svolte in condizioni climatiche sfavorevoli,
determinano una notevole perdita di acqua ed elettroliti.
La
disidratazione a cui può andare incontro l’organismo dell’atleta
comporta un progressivo decremento della capacità di prestazione
atletica.
Il declino
di quest’ultima aumenta con l’aumentare dello stato di disidratazione
e risulta notevole già per una perdita di liquidi pari al 4% del peso
corporeo.
Perdite di
acqua e di elettroliti dipendono fondamentalmente dalla quantità
totale di sudore prodotto, legata all’intensità e soprattutto alla
durata dell’esercizio ed alle condizioni climatiche.
Situazioni
di temperatura ed umidità ambientale elevate determinano, infatti, un
notevole incremento della sudorazione e, di conseguenza, aggravano in
misura rilevante lo stato di disidratazione che, per un deficit idrico
pari al 8-10% del peso corporeo, espone l’organismo al rischio di
insorgenza del cosiddetto colpo di calore.
L’acqua è
un nutriente che non produce calorie ma è importante per mantenerci in
vita.
Rappresenta
circa il 60% del peso corporeo, questa percentuale è superiore
nell’infanzia e diminuisce con l’avanzare dell’età e con l’aumento dei
depositi adiposi.
L’acqua è
il solvente fondamentale per tutti i prodotti della digestione, regola
il volume cellulare, la temperatura corporea, è essenziale per
eliminare dall’organismo tutte le scorie metaboliche e permette il
trasporto dei nutrienti e diluisce le sostanze ingerite per via orale.
Il 60-65%
di acqua del nostro corpo è all’interno delle cellule, il restante 40%
all’esterno, nel plasma, nella linfa e in altri fluidi corporei.
Bastano
questi cenni per capire l’importanza dell’acqua, soprattutto per gli
sport di lunga durata ed intensità durante i quali si perdono fino a
5-6 litri di fluidi attraverso la sudorazione.
Il recupero
dei fluidi persi e dei sali è un problema molto vivo per gli atleti.
Non è
possibile stabilire per l’acqua un fabbisogno giornaliero in quanto la
necessità varia con clima, età, dieta e l’attività.
I globuli
rossi trasportano ossigeno ai muscoli coinvolti nell’esercizio
scorrendo nel plasma, che è primariamente costituito da acqua.
Anche i
prodotti finali del lavoro muscolare vengono eliminati attraverso i
fluidi corporei. Il volume del plasma è importante: infatti se le
perdite di acqua corporea sono elevate, il volume del plasma
diminuisce e si corre il rischio di un danno cardiovascolare. Basta
già una perdita del 2% del peso corporeo in acqua per ridurre la
capacità di prestazione sportiva.
La
sudorazione durante l’esercizio è l’evento più eclatante che occorre
bilanciare con un continuo apporto di liquidi. Soprattutto negli sport
di lunga durata, occorre bere continuamente piccole quantità, un
bicchiere di acqua minerale ad esempio ad intervalli regolari (ogni 20
minuti), anticipando la comparsa dello stimolo della sete.
L’evaporazione del sudore è il meccanismo indispensabile per il
raffreddamento della superficie corporea.
L’attività
fisica eleva rapidamente la temperatura corporea. Se non si ha un
rapido ed efficace raffreddamento si verifica ciò che avviene ad un
motore lanciato al massimo dei giri, e non raffreddato adeguatamente:
si surriscalderebbe e danneggerebbe ogni parte meccanica.
La
normalizzazione dei liquidi corporei, nonostante l’attenzione nel
bere, avviene sempre lentamente. I livelli di idratazione infatti,
tornano normali anche dopo 48-72 ore se correlata ad un’intensa
prestazione sportiva.
Tratto da
appunti on-line del Dott. Giovanni Posabella
Specialista
in Medicina dello Sport, Medico squadra Nazionale MTB.
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