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Area medica
benessere del cuore:
Le nuove
indicazioni nutrizionali per prevenire le malattie cardiovascolari
puntano meno sui divieti ... Importante, dicono ora gli esperti, è
sfruttare al massimo le qualità positive di alcuni cibi.
Una superdieta per
tenere lontano le malattie cardiovascolari? È stata recentemente
proposta, in un articolo pubblicato dal British Medical Journal, da
alcuni ricercatori: in un superpasto, detto "Polymeal", hanno incluso
gli alimenti che sembrano offrire il maggiore effetto protettivo per
cuore e vasi. I ricercatori hanno calcolato infatti che, se si
consumassero tutti i giorni 100 grammi di cioccolato fondente, 70
grammi di mandorle, 150 ml di vino, 400 grammi di frutta e verdura,
2.7 grammi di aglio fresco e in più, quattro volte alla settimana, 120
grammi di pesce, si potrebbe ridurre l'incidenza di malattia
cardiovascolare di più del 75 per cento ed aumentare la spettanza di
vita di 6.6 anni negli uomini e di 4.8 anni nelle donne. Insomma, una
sorta di dieta miracolosa, che ‑ è bene sottolinearlo ‑ ha diviso gli
stessi addetti ai lavori fra chi l'ha presa molto seriamente,
proponendo opportuno modifiche per renderla ancora più efficace ‑ e
fattibile ‑ e chi invece l'ha considerata una specie di "scherzo",
seppure supportato da serie prove scientifiche.
In ogni caso, una
dieta come questa, più che spingerci a seguirla, ci suggerisce che:
l'alimentazione può davvero avere un ruolo molto importante nel
ridurre il rischio di malattia cardiovascolare e che, ai fini
preventivi, i divieti lasciano sempre più spazio agli alimenti da
valorizzare.
Recenti studi
evidenziano che il consumo di due o più porzioni di pesce alla
settimana può ridurre sensibilmente il rischio di malattia coronaria
sia nelle donne sia negli uomini
Al di là di questa e
altre particolarissime diete, ancora sperimentali, quali sono i
criteri da seguire a tavola per prevenire le malattie cardiovascolari?
Ne abbiamo parlato con
Domenico Sommariva, docente della Scuola di specializzazione in
scienza dell'alimentazione dell'Università degli Studi di Milano e
primario della divisione di medicina interna 1 dell'ospedale di
Garbagnate Milanese.
"Se la letteratura di
questi ultimi anni conferma gli effetti indesiderabili di alcuni tipi
di grassi, ‑ dice Sommariva ‑ evidenzia, però, in modo sempre più
convincente, anche il ruolo protettivo svolto da alcuni alimenti e
stili alimentari. Ecco perché, accanto alla raccomandazione, sempre
valida, di prestare molta attenzione alla scelta dei grassi, si
aggiunge il consiglio di adottare una dieta ricca di verdura, frutta
(compresa quella secca a guscio), legumi, cereali integrali, alla
quale si potranno aggiungere quegli alimenti o sostanze (come l'aglio,
le proteine della soia, la fibra solubile), di cui si parla anche
negli studi citati".
1) Grassi da
limitare "Per quanto riguarda i grassi ‑ prosegue l'esperto ‑
conviene tenere sotto controllo soprattutto gli acidi grassi saturi ed
i trans perché possono far salire il livello di colesterolo LDL
("cattivo") nel sangue più di tutte le altre sostanze presenti negli
alimenti. I grassi saturi si trovano, in particolare, nei prodotti
lattiero caseari, nelle carni grasse e in certi oli (come quello di
palma e soprattutto di cocco); mentre i trans si possono formare
durante alcuni trattamenti industriali cui vengono sottoposti i grassi
vegetali e quindi trovarsi negli alimenti trasformati che li
contengono (in particolare nelle margarine).
"Anche il colesterolo,
che si trova solo negli alimenti di origine animale e in particolare
in frattaglie, uova e burro, può far salire i livelli di colesterolo
nel sangue, ma in misura minore rispetto ai grassi saturi ed ai trans
ed in modo diverso da un individuo all'altro. Quindi, nella dieta
prudenziale dell'adulto, il colesterolo non dovrebbe superare i 300 mg
al giorno (200 per chi già presenta una malattia cardiovascolare); i
grassi saturi non dovrebbero fornire più del 7‑10% delle calorie
totali, mentre i trans dovrebbero essere limitati il più possibile".
2) Grassi da
preferire "I grassi da privilegiare, ‑ continua Sommariva ‑ sono
invece quelli che non fanno innalzare il livello di colesterolo LDL
nel sangue, ma possono addirittura ridurlo, vale a dire i monoinsaturi
(come l'acido oleico che prevale nell'olio d'oliva), ed i polinsaturi,
di cui sono ricchi gli oli di mais, girasole, soia. I primi forniranno
fino al 20% delle calorie totali, i secondi, circa il 7%. Fra i
polinsaturi, ci sono gli omega 3 (come il DHA e l'EPA) di cui sono
ricchi i pesci, che possono ridurre il rischio di malattia coronarica,
diminuendo i livelli di trigliceridi e la capacità di aggregazione
delle piastrine (e quindi il rischio di trombosi) e prevenendo le
aritmie. Recenti studi hanno evidenziato che il consumo di 2 o più
porzioni di pesce alla settimana risulta associato con una riduzione
del 30% del rischio di malattia coronarica nelle donne e che elevati
livelli di omega 3 nel sangue sono fortemente associati con una
riduzione del rischio di morte cardiaca improvvisa negli uomini".
3) Più cereali
integrali "Riguardo agli alimenti "buoni" ‑ chiarisce Sommariva ‑
in alcuni studi si è visto che un elevato consumo di cereali
integrali, in sostituzione ai cereali raffinati, si è associato con un
minor rischio di malattia coronarica, presumibilmente perché i primi
contengono meno amido e più fibra e altre sostanze protettive rispetto
ai secondi".
4) Più frutta,
verdura e legumi "Allo stesso modo, ‑ prosegue lo specialista ‑ è
stata osservata una associazione inversa fra consumo di frutta e
verdura (in particolare delle verdure a foglie verdi, oltre che di
frutta e verdura ricca di vitamina C) e rischio di malattia
coronarica. E lo stesso vale per la frutta secca a guscio e per i
legumi, come fagioli, ceci, lenticchie, i quali oltre ad essere poveri
di grassi, sono un'ottima fonte di proteine vegetali, di minerali e
fibra, compresa quella solubile, che può aiutare a ridurre il
colesterolo LDL".
IN CUCINA I grassi
da privilegiare sono anche quelli contenuti nell'olio di oliva, oppure
negli oli derivanti da alcuni tipi di semi, quali mais, girasole, soia
"In ogni caso, ‑
conclude l'esperto ‑ al di là dei singoli alimenti, è la "dieta"
complessiva che conta. Alcune recenti ricerche hanno infatti messo in
luce che uno stile alimentare "prudente", caratterizzato da un elevato
consumo di frutta, verdura, legumi, cereali integrali, pollame e
pesce, è associato con un minor rischio di malattia coronarica. Al
contrario, uno stile alimentare "occidentale" caratterizzato da
consumi più elevati di carne rossa e conservata, dolci, dessert,
patate, patatine fritte e cereali raffinati, si è dimostrato essere
associato con un rischio più elevato, indipendentemente dagli altri
fattori legati allo stile di vita".
E del vino che dire?
Provvidenziale o dannoso?
Ci sono studi che
suggeriscono l'esistenza di una associazione fra moderato consumo di
alcol, più elevati livelli di colesterolo HDL e ridotto rischio di
malattia coronarica. Pertanto, ‑ dice il professor Sommariva ‑ non ci
sono motivi per vietare un bicchiere di vino a chi è abituato a berlo
e non ha particolari controindicazioni che ne sconsiglino l'uso, ma
non ci sono neppure motivi sufficienti per spingere chi non beve
alcolici a farlo".
Esempio di menu ben calibrato
con 2000 kcal circa
L'obiettivo della dieta, oltre al controllo del colesterolo, deve
estendersi alla correzione di tutte quelle condizioni che, da sole o
associate, aumentano la probabilità di malattia cardiovascolare. A
titolo di esempio, riportiamo un menu giornaliero da 2000 kcal
formulato secondo i criteri suggeriti per la prevenzione delle
malattie cardiovascolari. Questo apporto energetico corrisponde
indicativamente ai fabbisogni calorici di un uomo di media
corporatura, con attività sedentaria e di una donna di media
corporatura, moderatamente attiva.
Prima colazione:
g 200
di latte magro
g 30
di fiocchi d'avena
3‑4
noci o 8‑10 mandorle (g 15)
un
kiwi (g 100)
Spuntino:
Una
mela (g 200)
Pranzo:
Spaghetti aglio e olio (g 80 di pasta, aglio, g 10 di parmigiano)
Filetti di alici fresche (g 120) al pomodoro
Broccoletti (g 200) all'agro
Olio
extravergine d'oliva complessivo: g 20
Pane
di segale o ai cereali (g 50)
Un'arancia (g 150)
Spuntino:
Un
vasetto di yogurt magro (g 125)
Cena:
Minestra di orzo e fagioli (orzo g 50, fagioli secchi g 25)
Insalata mista con pomodori (g 50 + g 150)
Olio
extravergine d'oliva complessivo: g 10
Pane
di segale o ai cereali (g 50)
Vino
rosso: ml 150
Cioccolato fondente: g 20
I
pesi si riferiscono agli alimenti crudi, al netto degli scarti. Il
sale va usato con moderazione. Si consiglia di fare ricorso a molti
aromi (come aglio, rosmarino, salvia ecc.) per insaporire i piatti e
ridurre cosi il consumo di sale. Acqua: a volontà; caffé, per chi è
abituato a berne, con moderazione.
Condizioni che
aumentano il rischio:
Fra i più importanti
fattori di rischio com'è noto, un elevato livello di colesterolo
"cattivo" (LDL) ed un basso livello di colesterolo "buono" (HDL).
Colesterolo "cattivo"
LDL ed HDL sono i nomi
di proteine (lipoproteine) che trasportano il colesterolo nel sangue.
Le LDL (lipoproteine a bassa densità) trasportano il colesterolo dal
fegato, dove è sintetizzato, ai tessuti, dove viene utilizzato e, se
in eccesso, depositano il colesterolo a livello delle pareti
vascolari, favorendo la formazione di placche ateroscierotiche. Ecco
perché sono dette colesterolo "cattivo".
Colesterolo "buono"
Le HDL (lipopoproteine
ad alta densità) rimuovono il colesterolo dai tessuti riportandolo al
fegato, dove viene demolito ed eliminato. Perciò sono dette
colesterolo "buono".
Cibo e geni
Del colesterolo totale
presente in circolo, solo un quarto circa deriva dagli alimenti, il
resto proviene dal colesterolo prodotto dall'organismo (a livello
epatico). Questa produzione endogena dipende anche dal patrimonio
genetico e quindi varia da individuo a individuo.
Attività fisica benefica
Oltre alla dieta, vi
sono altri fattori che possono influenzare i livelli di colesterolo
ematico e fra questi, l'attività fisica. L'esercizio fisico regolare
aiuta ad abbassare il
Colesterolo LDL
(quello "cattivo") e ad aumentare l'HDL (quello "buono").
No al fumo
Se l'attività fisica
può influenzare positivamente i livelli di colesterolo, al contrario è
provato che il fumo riduce l'HDL, il colesterolo "buono"
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ALTRI STUDI
Colesterolo
da tenere a freno
Uno specifico
regime vegetariano può essere utile in alternativa ai farmaci
Meno divieti e
più attenzione ai cibi buoni è anche quello che suggerisce un
altro studio, appena pubblicato dall'American Journal of
Clinical Nutrition, in cui alcuni ricercatori canadesi hanno
confrontato gli effetti, sui livelli di colesterolo nel sangue,
di tre diversi approcci dietetici. Le diete, tutte vegetariane,
prevedevano, nel primo caso (dieta "portfolio"), una
abbondanza di prodotti capaci di ridurre i livelli di
colesterolo nel sangue e più precisamente: alimenti a base di
soia, mandorle, fibra solubile (fornita in particolare da avena,
orzo, semi di psillio, melanzane), steroli (composti di origine
vegetale, simili al colesterolo, che provenivano nella dieta
specifica soprattutto da margarine arricchite). Nel secondo
caso, la dieta era invece stata formulata seguendo i criteri
normalmente utilizzati per chi ha problemi di colesterolo
elevato. Nel terzo caso, infine, questa stessa dieta veniva
associata ad un farmaco ipocolesterolemizzante (statina) molto
comune.
Lo studio è
stato condotto su una trentina di persone con elevati livelli di
colesterolo LDL ("cattivo"), ciascuna delle quali ha seguito
ognuno dei tre regimi per un mese. La dieta standard ha
portato a una riduzione del colesterolo LDL dell'8.5%; quella
associata al farmaco, ha portato a una riduzione di LDL del
33%; la dieta portfolio, di circa il 30%. Gli autori
suggeriscono quindi che una dieta come questa possa essere una
valida alternativa per tenere sotto controllo il colesterolo
senza assunzione di farmaci. |
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