|
Preparazione generica
on-line
Frequenze cardiache, allenamento e recupero:
ogni
volta che affrontiamo un allenamento sottoponiamo il nostro organismo
a molteplici stress: questi inducono come risposta da parte del corpo
una serie di adattamenti che consentono il miglioramento delle qualità
e delle capacità fisiche e quindi, in definitiva, delle prestazioni.
Il
nostro organismo cioè supercompensa lo stimolo durante la fase di
recupero, adattandosi a livelli superiori, con il risultato che al
successivo stimolo allenante si parte da un livello prestativo più
elevato del precedente.

Chiaramente il tempo del recupero è un dato soggettivo, c'è chi
recupera in 12 ore, chi in 24, chi ha bisogno di più giorni.
L'importante è "capire" quando il nostro fisico è pronto ad affrontare
un nuovo stimolo nelle migliori condizioni, quando cioè il recupero ha
prodotto la supercompensazione.
Se il
nuovo stimolo avviene quando il recupero non è terminato, è facile
capire che le nostre prestazioni continueranno a peggiorare!!! Se poi
persistiamo in questo errore, ecco che andremo incontro al
sovrallenamento o superallenamento che dir si voglia.

Anche
se la comunità scientifica ancora deve stabilire quali parametri
prendere in considerazione per definire correttamente il
superallenamento, un metodo abbastanza attendibile, e comunque una
buona abitudine, è quello della misurazione cardiaca a riposo.
Quest’ultima deve essere monitorata la mattina, appena alzati e dopo
essere rimasti a sedere per un paio di minuti. Naturalmente si può
utilizzare strumenti quale il cardiofrequenzimetro (o altri, tipo
misuratori di pressione arteriosa da polso ecc.), oppure si possono
contare manualmente i battiti alla carotide o al polso (basta contare
i battiti per 20 secondi e moltiplicare il risultato, naturalmente,
per tre).
I risultati devono essere annotati con precisione al fine di poterli
confrontare nel tempo.
Esistono due forme di sovrallenamento, definite "basedowiano" e
"addisoniano":
Il
sovrallenamento basedowiano, il più comune, si manifesta con
sintomi eccitatori, è tipico di situazioni in cui il recupero fornito
all'organismo è insufficiente e richiede poche settimane di recupero
per il ripristino delle normali funzionalità. La sintomatologia più
evidente è data da eccitazione, affaticamento, insonnia, inappetenza e
dimagrimento, mal di testa, tachicardia, tremore, irascibilità e
soprattutto
aumento delle pulsazioni a riposo.
I
l sovrallenamento
addisoniano si manifesta con astenia e diminuzione delle
sollecitazioni nervose. Questo secondo tipo di sovrallenamento è più
complesso da rilevare e individuare con precisione, anche perché
inizialmente si confonde con il giusto adattamento dell’organismo agli
stimoli degli allenamenti. Questo tipo di superallenamento richiede
inoltre trattamenti, al fine di ritrovare buone prestazioni, che
possono durare anche mesi. La sintomatologia più evidente è
l’abbassamento
della frequenza cardiaca, sia di recupero che a riposo,
grande facilità all'affaticamento, spossatezza generale e
demotivazione.
Le diverse frequenze cardiache:
La
frequenza cardiaca di recupero è calcolata osservando il ribasso
della frequenza cardiaca su un periodo dato, ad esempio su un minuto
dopo una seduta d'esercizio.
La
frequenza cardiaca a riposo corrisponde alla frequenza cardiaca
rilevata dopo un riposo completo in posizione orizzontale, dopo 10
minuti d'inattività. Questo tipo di frequenza diminuirà dopo un
allenamento regolare e ciò, grazie ad una capacità di lavoro aumentata
del cuore. La frequenza cardiaca di riposo è il riflesso della buona
forma, della facoltà di recupero dopo uno sforzo, della qualità del
sonno e del livello di sforzo, quindi dei giusti adattamenti della
supercompensazione.
La
frequenza cardiaca massima è la frequenza più alta ottenuta in
occasione di uno sforzo al limite dell'esaurimento. È un parametro
spesso utilizzato nel calcolo delle intensità d'allenamento.
|