Test di valutazione funzionale e altri test

la valutazione funzionale, VO2 max.:

La possibilità di valutare le caratteristiche individuali di un atleta, di conoscere le potenzialità ed i limiti, di monitorare le sue condizioni di forma attraverso i diversi test di Valutazione Funzionale rappresenta una delle evoluzioni fondamentali nel campo della preparazione sportiva a qualsiasi livello.

Il test per la determinazione del massimo consumo di ossigeno (VO2 max) rappresenta uno dei capisaldi della medicina sportiva e della valutazione funzionale. Esso consente, attraverso l’analisi dei rapporti fra intensità dell’esercizio, il monitoraggio della frequenza cardiaca, il consumo di ossigeno e la produzione di acido lattico, di valutare esattamente il potenziale in quel dato momento di ciascun atleta, nonché i ritmi ottimali d’allenamento, sia in base alla potenza sia in base alle più utilizzate frequenze cardiache.

Il test si può eseguire in alcuni centri specializzati o generalmente negli ospedali capoluogo di provincia presso l’istituto di medicina dello sport.

La prima parte del test prevede una visita generale, successivamente ci si posiziona su un cicloergometro (particolare bici che permette di misurare la potenza sviluppata durante l’esercizio).

Un tecnico provvederà a prendere le misure della nostra bicicletta e riportarle sul cicloergometro (qualora ci si presenti senza bicicletta dobbiamo presentarci alla visita muniti delle seguenti misure: altezza sella rispetto al movimento di centro, distanza punta sella centro manubrio, distanza fine sella centro manubrio e lunghezza pedivelle). A questo punto vengono montati i pedali idonei ai propri attacchi (anche qui avremo cura, qualora si possiedano attacchi particolari di smontarli dalla bicicletta e di portarceli dietro) e iniziamo una prima parte di riscaldamento che consiste nel pedalare ad andatura costante per circa 10 minuti. Davanti e noi è presente un monitor  dove è possibile visualizzare tutte le informazioni relative all’esercizio che andiamo ad eseguire: durata della prova, frequenza cardiaca, cadenza di pedalata, distanza e velocità percorsa, watt sprigionati ed un grafico che indica il grado di difficoltà dell’esercizio stesso.

Al termine del riscaldamento andremo ad indossare la mascherina per la misurazione dell’ossigeno inspirato ed espirato, ultime istruzioni su come gestire lo sforzo ed iniziamo il test vero e proprio, durante tutta l’esecuzione dovremo gestire unicamente la cadenza mantenendola il più costante possibile (la mascherina è croce e delizia del test, basti pensare che attualmente è l’unico e attendibile metodo per il calcolo dell’ossigeno consumato, purtroppo la sensazione comune è che la prestazione risenta del fatto che non riusciamo a respirare come durante una normale uscita, o peggio ancora, come nel caso del sottoscritto, quella di soffocare! Pertanto è fondamentale  cercare di eseguire gli atti respiratori il più normalmente possibile e mantenere la calma!).

Dopo ogni minuto il test incrementa automaticamente la resistenza di pedalata di 25 watt, fintanto che  riusciremo  a mantenere la cadenza con cui abbiamo impostato la prova.

La durata della prova, quindi non quantificabile, è strettamente correlata al grado di allenamento del soggetto nonché  alle sue caratteristiche genetiche.

Un programma registra ed elabora i dati ricevuti estrapolando i vari parametri per gli allenamenti futuri ovvero lento, medio, veloce, soglia anaerobica, massimo consumo d’ossigeno e massima frequenza cardiaca.

Alla fine di questa prova ci sottoponiamo al test del lattato. Un foro indolore nel lobo dell’orecchio o sulla punta di un dito è necessario per estrapolare una goccia di sangue che verrà elaborata da un apposito macchinario. Questo ulteriore test verifica la quantità di acido lattico presente nel sangue al momento di massimo sforzo e dopo alcuni minuti, il fine è quello di poter valutare esattamente sia il  recupero che il grado di allenamento del soggetto.